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Calabi-Yau



Il diffusore Clinamenaudio “Calabi-Yau “ rappresenta la nostra massima espressione nell’ambito dei diffusori acustici.

Crediamo che il diffusore sia l’elemento più caratterizzante il modo di approcciarsi all’arte della corretta riproduzione, esso è il cardine attorno al quale costruire sinergicamente il resto della catena audio.

L’approccio che distingue  il nostro marchio è quello di produrre diffusori dall’alta sensibilità di trasduzione elettroacustica, riteniamo questo l’unico modo per avvicinarsi all’emozione e al realismo di un evento musicale reale.

In ogni ambito della fisica, un buon progetto è quello caratterizzato da un elevato rendimento di trasduzione. Perché nell’audio non dovrebbe essere cosi?  In un diffusore acustico la grandezza di ingresso è la potenza elettrica, mentre la grandezza di uscita è potenza acustica. Il diffusore attua una trasformazione tra queste due forme di energia, e la bontà con la quale effettua questa trasduzione si chiama RENDIMENTO. Nei diffusori commerciali classici il rendimento è sempre molto inferiore all’ 1% !! Ciò vuol dire che più del 99% della potenza elettrica viene buttata ( in entropia, calore attriti etc ). Si può obiettare che fornendo all’ingresso di un diffusore a basso rendimento tanti watt elettrici, possiamo comunque ottenere una elevata pressione acustica, e questo è vero, ma non riusciremo mai a restituire l’emozione, la tessitura armonica e la vitalità di un evento musicale reale. Come possiamo pensare che l’1% dell’energia iniziale sia rappresentativa del segnale elettrico originale??

 In ambito professionale con le trombe si può arrivare a rendimenti vicini al 50 % ( le trombe sono un trasformatore di impedenza e riescono ad adattare la bassa impedenza acustica dell’altoparlante a quella dell’aria) ma i problemi legati a questo approccio sono comunque molto complessi e di non facile soluzione ( ingombri elevatissimi, bassa estensione del registro basso, colorazioni, direzionalità delle frequenze superiori ).

Clinamenaudio dopo anni di test ed ascolti è approdata alla soluzione delle guide d’onda  per caricare le vie medie: riteniamo che sia il migliore compromesso tra efficienza, direttività, distorsione e naturalezza. Per il registro basso la nostra scelta cade invece sempre su woofer da almeno 12” di diametro, a radiazione diretta. Il caricamento a tromba della via bassa non lo riteniamo vantaggioso in ambiente domestico causa ingombri enormi necessari per una risposta in frequenza appena sufficiente.

 

“Calabi Yau” nasce tenenedo bene a mente tutte le considerazioni di cui sopra. Esso è stato progettato come un sistema monovia “aiutato” : questo vuol dire che il grande della gamma audio è coperta dal driver dei medi caricato in guida d’onda.  Le ottave sotto ai 500 Hz sono demandate a un woofer da 12”, mentre l’estremo acuto, sopra i 10 KHz, viene coperto da un driver a compressione con magnete in AlNiCo.  In questa maniera la critica banda vocale non viene segmentata e gli incroci degli altoparlanti, fatti fuori dalla banda vocale, rimangono inudibili, e questo consente di avere una riproduzione di grande realismo e coerenza.

 

“Calabi-Yau” monta un woofer in radiazione diretta di ben 12″ pollici di diametro: non si può pensare di avere un impatto musicale credibile e con bassa distorsione con woofer da 16 cm di diametro e dalla escursione di 2 cm ed oltre. La gamma bassa da loro fornita si basa tutta sulla risonanza dell'aria interna al box e le frequenze riprodotte sono monocordi con mancanza di articolazione e vivacità. Inoltre la distorsione per effetto Doppler è elevata. Un woofer di grande diametro ha una impedenza acustica di radiazione molto maggiore e riesce a fornire dinamica ed impatto credibili.

Il woofer è ispirato ai componenti professionali del passato, ha membrana in carta e sospensione in tela. La membrana molto leggera,  associata all'elevato fattore di forza di ben 17 Tesla x metro,  permette accelerazioni fulminee dell'equipaggio mobile. La sospensione rigida riporta l’equipaggio mobile velocemente nella sua posizione di riposo. Il cestello è in pressofusione di alluminio, e non potrebbe essere altrimenti, visto il peso dell'enorme magnete da 200 mm di diametro.

“Calabi-Yau” ha un  incrocio elettrico a frequenza molto bassa, soli 500 Hz,  ed a bassa pendenza elettrica. Vengono infatti sfruttate le naturali pendenze degli altoparlanti usati. Il crossover coadiuva piuttosto che imporre il suo operato. 

Sulla via alta troviamo un altoparlante larga banda di 5″ dal potentissimo fattore di accelerazione e membrana in carta dal peso di soli 3 gr, che lavora in una guida d’onda con bocca con lati in rapporto aureo. Sul suo polo centrale è calettato un rifasatore acustico che ottimizza la risposta in gamma utile e funge da filtraggio meccanico per le frequenze oltre i 10 KHz 

Inoltre, grazie al controllo di livelli a trasformatori sulla via media, il filtraggio della stessa verso le basse frequenze è coadiuvato dal naturale roll-off  dell'elemento magnetico. Mediante un attento calcolo dell'induttanza primaria del trasformatore , l'altoparlante viene aiutato nel suo filtraggio in maniera estremamente elegante. Questi sono esempi di come Clinamenaudio progetta seguendo la Via Naturale del Suono, sfruttando cioè a proprio vantaggio parametri che in base alle condizioni al contorno nei quali vengono inseriti, assumono valenza di pregio anzichè difetto.


Nelle guide d’onda l’altoparlante viene affacciato alla “tromba” con un rapporto 1:1 ( area di gola uguale alla area di membrana) e questo elimina ogni distorsione dovuta alla compressione dell’aria. Cosa ben più importante, l’aumento di efficienza che si registra è perfetto per accoppiarsi alla sensibilità del woofer ( 97 db/W/m).

Nell'uso in Hi-Fi dei classici driver a compressione invece si prendono tutti i difetti di mettere un altoparlante in tromba ( colorazioni, non linearità, distorsioni)  al fine di  ottenere una elevatissima efficienza la quale poi verrà sacrificata, perchè quasi sempre troppo elevata per allinearsi alla sensibilità della via bassa. La guida d'onda invece ci fornisce un aumento di efficienza perfetta per adattarsi alla sensibilità del woofer.

Tutta la via alta di “Calabi-Yau”  ( medio, tromba e tweeter) è montata sospesa dal box principale tramite un traliccio in multistrato di betulla e sospensione a molle a bassa frequenza di risonanza, per evitare la trasmissione di vibrazioni dal box alla tromba.

I componenti del crossover sono di qualità elevatissima ( bobine avvolte in aria con filo in rame OFC LITZ e smorzate in cera e condensatori Clarity Cap ) , cosi come il cablaggio interno realizzato con cavo Clinamen  in rame argentato isolato teflon.

Il mobile, la tromba, cosi come i tralicci di supporto delle vie superiori, sono realizzati in multistrato di betulla.

 

Il woofer è accordato in box con porta di accordo posteriore sintonizzabile, la quale permette di variare la frequenza di accordo del mobile dai 90 fino ai 50 Hz,  e quindi avere la possibilità di tarare la risposta in bassa frequenza del diffusore in base all'ambiente, alla restante catena audio, ed in base ai  gusti personali. Il tipo di accordo è a porta distribuita, con condotto asimmetrico a lunghezza variabile. La qualità ed articolazione del registro basso è assolutamente sconosciuta ai comuni sistemi reflex. La possibilità di taratura della frequenza di accordo ad opera del cliente è un elemento di grande importanza che aiuta l'integrazione del diffusore nell'ambiente e asseconda i gusti dell'ascoltatore. Inoltre l’area del condotto, di superficie simile alla membrana del woofer, consente di avere una pressione interna al mobile molto bassa, ciò limita tutti i problemi di risonanze ed onde stazionarie interne. Non abbiamo mai visto un sistema di accordo simile in prodotti commerciali, crediamo che questa geniale soluzione sarà sicuramente presa come spunto da diversi costruttori. Noi rendendola di pubblico dominio possiamo assicurare che siamo stati i primi.

Sul pannello posteriore del diffusore è possibile regolare l’emissione del registro medio ed acuto : Sia il medio che il tweeter possono  essere posizionati su 5 livelli di emissione separati da passi di 1 dB.  I controlli sono di tipo induttivo, realizzati cioè con elementi magnetici. I classici L-PAD o attenuatori resistivi introducono una pesante limitazione dinamica e colorazione timbrica. La commutazione dei livelli è implementata con un sistema di spine+ boccole per garantire la massima qualità del contatto elettrico, che un commutatore rotativo non può assicurare.

 

 Calabi Yau è venduto laccato con colore a scelta del cliente, o nel colore del multistrato di betulla per chi ama il legno naturale . Disponibile in 3 mesi dal momento dell'ordine.


Scarica la brochure di Calabi-Yau !


 

 Brochure Calabi-Yau.pdf

 

 

 

Nota sul Nome  del diffusore:



Eugenio Calabi e  Shing- Tung Yau sono due matematici ( il primo italiano)  che hanno studiato e formalizzato gli spazi matematici a 6 dimensioni di Calabi-Yau. L’applicazione “pratica” di questi spazi è venuta nella teoria delle stringhe, una teoria, in studio attualmente e non ancora provata sperimentalmente, che prevede che il costituente più intimo e piccolo della materia sia formato da  minuscole stringhe vibranti . I modi naturali di vibrazioni di queste stringhe dipenderebbero dallo spazio nel quale esse si trovano. Il loro modo di vibrazione dovrebbe dare origine a tutte le particelle che conosciamo, e anche quelle attualmente sconosciute. La teoria delle stringhe ( o meglio delle superstringhe perchè essa prevede l’esistenza della supersimmetria) è assolutamente affascinante ed interessante dal punto di vista scientifico perchè permette di risolvere il più grande conflitto scientifico del secolo, quello della incompatibilità della relatività generale einsteiniana e quello della meccanica quantistica: quando si cerca di applicare le due teorie (ampiamente dimostrate nei loro specifici bacini di utilizzo) in situazioni molto particolari , come ad esempio un buco nero ( necessita della relatività per le masse estremamente grandi coinvolte ma anche di meccanica quantistica per la piccolezza dello stesso) si perviene a risultati senza senso ( calcoli che portano a valori infiniti). La teoria delle stringhe, elimina il concetto di materia puntiforme, essendo le stringhe di dimensione finita : in essa meccanica quantistica e relatività possono coesistere poichè la teoria delle stringhe cancella le fluttuazioni quantistiche del tessuto spazio temporale sulla scala della distanza di Planck.

 La teoria delle stringhe prevede che l’Universo attorno a noi sia formato da 3 dimensioni spaziali estese ( quella che conosciamo), una dimensione temporale, e 6 dimensioni spaziali compattificate. Compattificate vuol dire che sono estremamente piccole ed avvolte su se stesse ( dimensione di Plank: 10-33cm ), per questo motivo non sarebbero visibili ne ai nostri sensi ne ed ai nostri strumenti. Si è appunto visto che la forma di queste dimensioni compattificate 6-dimensionali potrebbe appartenere alla varietà geometrica di Calabi-Yau. 
La teoria delle stringhe spiega anche un altro grande interrogativo: perchè le costanti del nostro universo ( massa delle varie particelle, la loro carica, il loro spin e cosi via dicendo) hanno proprio quel preciso valore e non uno diverso? Del resto è proprio questo sottile equilibrio tra queste varie costanti che rende possibile la vita e la materia cosi come la conosciamo.  Attualmente nessuno sà rispondere. La teoria delle stringhe invece può darci la risposta: infatti abbiamo detto che le particelle stesse e i portatori di forza sono una manifestazione di come la stringa vibra, e la sua vibrazione dipende dallo spazio nel quale essa vibra. Ora sappiamo quasi sicuramente che gli spazi nel quale le stringhe vibrano sono spazi di Calabi-Yau, ma questi sono diverse migliaia, e quindi non sappiamo, allo stato attuale, ne scegliere lo spazio giusto all’interno della famiglia, ne saper calcolare le frequenze di vibrazione delle stringhe. La matematica che c’è dietro è molto complessa, ma se un giorno dovessimo riuscire a calcolare queste frequenze, dovremmo poter ritrovare tutte le particelle del nostro universo ( elettroni , tauni, muoni, bosoni, quark, …) e prevedere l’esistenza di quelle non ancora scoperte.
Altro interesse elevatissimo della teoria delle superstringhe è che essa prevede l’esistenza di particelle senza massa e con spin =2 cioè la carta di identità del gravitone, la particella portatrice della forza di gravità. 
Mi scuso per le imprecisioni riportate in questa piccola trattazione, ma ho cercato di riassumere un discorso estremamente complesso, solo facendo ricorso a quello che ricordo. Quanto sopra scritto non ha la pretesa di essere un preciso racconto scientifico.



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