PROVVISORIO Work in progress...


Nella mia esperienza, il miglior modo di preamplificare  il debole segnale delle testine Moving coil  è mediante  unità passive a trasformatori. Se implementate con nuclei di estrema qualità,  avvolgimenti accuratamente studiati e schermature efficienti, costituiscono un punto di arrivo nel trattamento del debole segnale analogico proveniente dalle bobine mobili della testina.

 
Dopo molte sperimentazioni che hanno visto l'utilizzo di diversi tipi di nucleo, sia come forma del circuito magnetico sia come composizione chimica dello stesso, sono approdato a quello che viene chimato Superpermalloy, che è una lega ad alto contenuto di Nichel ( 80%). La difficoltà  nell'implementazione di questa lega sta nei trattamenti alla quale essa deve essere sottoposta, e questo contribuisce ad innalzare i costi del suo utilizzo, ma in un ottica di massima qualità è una scelta vincente

 

Il trasformatore con rapporto di trasformazione 1:10 è adatto ad essere usato insieme a tutte le testine moving coil con uscita maggiore o uguale a 0,3 mV e impedenza interna non bassissima, un esempio su tutti: la Denon DL103. Essendo infatti il rapporto di trasformazione di soli 1:10 l'effetto partitore (è la caduta di tensione sull' impedenza interna del generatore della testina, perdita tanto maggiore tanto più tale impedenza è paragonabile alla resistenza riflessa del pre phono  sul primario dello  step-up)  dato dalla impedenza interna non trascurabile, sarà comunque basso poiché la resistenza del pre phono riflessa sul primario sarà  molto maggiore della impedenza interna del generatore della testina.

Testine con una impedenza interna dell'ordine di alcune decine di ohm, NON vanno interfacciate a step-up in forte salita (maggiori di 1:20) , infatti in questo caso l'impedenza del pre fono riflessa sul primario del trasformatore risulta molto bassa e paragonabile con l'impedenza interna del generatore della testina; in queste condizioni l'effetto partitore è molto elevato ( molta tensione viene dissipata sulle bobine stesse della testina e non trasferita al primario del trasformatore, è come se si accelera con il motore in folle sperando di camminare....)  e il fonorivelatore viene molto caricato elettricamente e non lavora più come generatore di tensione (condizione ad essa congeniale).

 L'altro livello di guadagno, l' 1 : 20, è adatto per tutte le testine a bassissima uscita ed a bassa impedenza interna, le quali risentiranno in maniera molto minore dell'effetto partitore e dunque saranno correttamente amplificate e non vedranno caricare il loro generatore interno.


L'ulteriore elemento di distinzione che rende speciali le mie unità passive di step-up è che ognuna di esse  viene predisposta con una taratura specifica per la catena Audio nella quale verrà inserita. Questo è un elemento molto trascurato sia dai costruttori che dai fruitori degli apparecchi: infatti sia la risposta elettrica che la resa acustica di qualsiasi step-up  a trasformatori sono fortemente influenzate dall'impedenza di sorgente con il quale esso è pilotato ( impedenza della testina + resistenza del cavo di segnale a monte) che dalla impedenza che esso deve pilotare ( resistenza e capacità del cavo di segnale a valle + resistenza e capacità di ingresso dello stadio fono).

 

 

Detto questo è facile evincere che il suono che otteniamo da un generico step-up, se non ottimizzato all'impianto sul quale dovrà lavorare,  rispecchierà in parte l'effettiva bontà dello stesso, in parte la più o meno fortuita bontà dell'interfacciamento. Tutte le mie unità di step-up a trasformatori sono dotate di una rete elettrica passiva il cui dimensionamento è ottenuto sperimentalmente in laboratorio simulando le condizioni di esercizio reali dello step-up.

I risultati ottenuti alle misure parlano da soli, si osservi a tal proposito i seguenti oscillogrammi che illustrano la risposta all'onda quadra, con e senza la rete di taratura.


 

 

 

 

 

 

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