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Kaluza-Klein



Genesi del Nome


Il matematico Theodor Kaluza e il fisico Oskar Klein lavorarono ad una teoria, quella appunto di "Kaluza - Klein" che tentasse di unificare il campo gravitazionale , descritto dalla relatività generale, con il campo magnetico, descritto dalle equazioni di Maxwell. Per far questo ipotizzarono l'esistenza di una quinta dimensione spaziale. La non visibilità della dimensione "extra" congetturata tentò di essere spiegata presupponendo che questa fosse arrotolata su se stessa e di dimensioni infinitamente piccole, tale da fuggire ai mezzi di indagine odierni. Questa teoria, caduta in disuso, è ultimamente tornata in auge con la teoria delle stringhe.



Descrizione



Kaluza-Klein è il preamplificatore di riferimento della famiglia Clinamen. E' un preamplifcatore linea costruito , come logica Clinamen vuole, percorrendo la via naturale del suono e quindi utilizzando i metodi più semplici e naturali possbili. Questo si traduce nell'utilizzo di pochi componenti ma assolutamente lineari e che lavorino tra di loro coadiuvando l'azione reciproca al fine di ottenere un suono non meccanico e che abbia come  unico paragone quello della musica dal vivo. Nessuna enfasi alle gamme, nessuna spettacolarità, il messaggio sonoro transita inalterato , senza perdere il suo tessuto, la sua consistenza armonica, la sua naturalezza.


Per raggiungere questo ambizioso obiettivo Kaluza-Klein lavora attorno un unico triodo per canale, in configurazione parallela ( per abbassare l'impedenza dello stadio in maniera naturale) ad alta transconduttanza. Il triodo in questione, la E182CC, è estremamete lineare e permette di ottenere il giusto guadagno con un basso tasso di distorsione, senza ricorrere ad alcuna forma di retroazione. Lo stadio è accoppiato all'uscita con un trasformatore di segnale in forte discesa, al fine di abbassare ulteriormente l'impedenza di uscita del preamplificatore. L'utilizzo di un trasformatore accoppiato ad una valvola è la soluzione più logica e tutte le equazioni matematiche che regolano il funzionamento  del triodo lo affermano. Peccato che costruire trasformatori lineari e di qualità sia molto costoso. E' molto più semplice ricorrere a trucchi ed artifici circuitali, che complicando lo schema elettrico, permettono di raggiungere dati di targa dell'apprecchio altrettanto buoni, ma compromettono in maniera irreversibile la qualità musicale (Ne sono un esempio la retorazione, i cathode follower). Clinamenaudio esce da ogni logica commerciale e persegue sempre la Via migliore per la musica, ed in questa ottica è stato impiegato un raffinato trasformatore di uscita, in discesa come rapporto spire, al fine di fornire un uscita a bassisima impedenza elettrica.


L'alimentazione è molto raffinata: il trasformatore di alimentazione è alloggiato in un contenitore separato al fine di eliminare ogni possibile captazione del suo flusso magnetico da parte degli elimenti attivi deputati al trattamento del segnale. Questo, assieme allo smorzamento meccanico delle valvole, permette di ottenere una microdinamica elevatissima. L'unità alimentatrice è collegata al telaio audio da un cavo che impiega cavi militari argentati isolati in teflon e schermati in nichel.


Il raddrizzamento della sinusoide di rete è affidato al doppio diodo a vuoto EZ81, per una commutazione dolce e priva di spyke elettrici. Il livellamento della tensione cosi ottenuta è affidata ad un doppio stadio di filtraggio induttivo. le bobine sono stratificate ed i condensatori sono di qualità al fine di avere una elevata capacità di scarica e non colorare la compagine timbrica in transito.


L'estetica dell'apprecchio non è definitiva, aggiorneremo presto con immagini del pre nella veste finale.



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