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Calabi-Yau 2 vie




E’ finito lo sviluppo del diffusore Calabi -Yau, il nuovo riferimento Clinamenaudio nel panorama dei diffusori acustici. Crediamo che il diffusore sia l’elemento più caratterizzante il modo di approcciarsi all’arte della corretta riproduzione, ed in base ad esso poi vanno fatte le scelte su come amplificarlo al meglio ed allestire la catena audio, che deve essere sinergica e pensata come un unico componente che lavora in sinergia per raggiungere il risultato del Suono Naturale.

Noi crediamo che la via maestra sia quella ad alta sensibilità, con altoparlanti dall’elevato rendimento di trasduzione elettroacustica. Nella fisica, un buon progetto è quello che ha un elevato rendimento. Nel diffusore si entra con potenza elettrica e usciamo con potenza acustica: nei diffusori commerciali il rendimento è sempre molto inferiore al 1% !! Si avete letto bene. Purtoppo la disponibilità di Watt inflazionati a basso costo e della pessima qualità non ha fatto altro che peggiorare questo rendimento. Ma un diffusore sordo, non restituirà mai l’emozione e la tessitura armonica e la vitalità di un evento musicale reale. In ambito professionale con le trombe si può arrivare a rendimenti vicini al 50 % ma i problemi legati a questo approccio sono comunque molto complessi e di non facile soluzione ( ingombri elevatissimi, bassa estensione del registro basso, colorazioni, direzionalità delle frequenze superiori ).

Clinamenaudio dopo molti esperimenti è approdata alla soluzione delle guide d’onda per la via alta e della radiazione diretta con woofer di grosso diametro nel registro basso. 

Calabi-Yau monta un woofer in radiazione diretta di ben 12″ pollici di diametro: non si può pensare di avere un impatto musicale credibile e con bassa distorsione con wooferini da 16 cm di diametro e dalla escursione di 2 cm ed oltre… questi poverini intermodulano per effetto Doppler le frequenze che riproducono e fanno aria piuttosto che musica. La gamma bassa da loro fornita si basa tutta sulla risonanza dell'aria interna al box e le frequenze riprodotte sono monocordi con mancanza di articolazione e vivacità. Un woofer di grande diametro ha una impedenza acustica di radiazione molto maggiore, e anche se non è interfacciato ad una tromba, riesce a fornire dinamica ed impatto credibili. Clinamenaudio non ha sposato il caricamento delle basse frequenze a tromba, questo perchè per avere estensioni in frequenza ragionevoli la Fisica impone   lunghezze e dimensioni della bocca della tromba non proponibili in un ambiente domestico.

Il woofer è ispirato ai componenti professionali del passato, ha membrana in carta e sospensione in tela. Ha una membrana molto leggera, di solo 50 gr, che associata all'elevato fattore di forza di 17 Tesla x metro permette accelerazioni fulminee dell'equipaggio mobile. Il cestello è in pressofusione di alluminio, e non potrebbe essere altrimenti, visto il peso dell'enorme magnete da 200 mm di diametro.

Calabi-Yau ha un  incrocio elettrico a frequenza molto bassa, soli 500 Hz,  ed a bassa pendenza acustica. Vengono infatti sfruttate le naturali pendenze degli altoprlanti usati. Il crossover coadiuva piuttosto che imporre il proprio operato.

Sulla via alta troviamo un larga banda di 5″ dal potentissimo fattore di accelerazione e membrana in carta dal peso di soli 3 gr, che lavora in una guida d’onda con bocca con lati in rapporto aureo.


Nelle guide d’onda l’altoparlante viene affacciato alla “tromba” con un rapporto 1:1 ( area di gola uguale alla area di membrana) e questo elimina ogni distorsione dovuta alla compressione dell’aria. Cosa ben più importante, l’aumento di efficienza che si registra è perfetto per accoppiarsi alla sensibilità del woofer ( 97 db/W/m). Nell'uso in Hi-Fi dei classici driver a compressione invece si prendono tutti i difetti di mettere un altoparlante in tromba ( colorazioni, non linearità, distorsioni)  al fine di  ottenere una elevatissima efficienza la quale poi verrà sacrificata, perchè quasi sempre troppo elevata per allinearsi alla sensibilità della via bassa. La guida d'onda invece ci fornisce un aumento di efficienza perfetta per adattarsi a woofer di grande diametro in radiazione diretta.

La via alta di Calabi-Yau è montata sospesa dal box principale tramite un traliccio in multistrato di betulla e sospensione a molle a bassa frequenza di risonanza, per evitare la trasmissione di vibrazioni dal box alla tromba.

I componenti del crossover sono di qualità elevatissima ( bobine avvolte in aria con filo in rame ofc LITZ e smorzate in cera e condensatori Clarity Cap e Mundorf) , cosi come il cablaggio interno realizzato con cavo Clinamenin rame argentato isolato teflon.



Calabi -Yau vanta due chicche costruttive che forse saranno brevettate:



1) Woofer in box accordato con porta di accordo posteriore sintonizzabile, la quale permette di variare la frequenza di accordo del mobile e quindi avere la possibilità di tarare la risposta in bassa frequenza del diffusore in base all'ambiente, alla restante catena audio, ed infine in base ai propri gusti.



2) Guida d’onda accoppiata ad un risonatore di Helmholtz che permette di linearizzare la risposta della tromba a cavallo della frequenza di incrocio. Il risonatore viene posto in comunicazione con la gola da un condotto che può essere aperto o chiuso dal cliente (tramite una copertura in fibra di carbonio) e variare cosi la timbrica nella critica zona di incrocio acustico. Che io sappia mai nessuno ha usato un risonatore di helmotz sulla gola di una guida d’onda, e rendere pubblico questo mio utilizzo mi assicura l’esclusività della soluzione.

Calabi Yau è venduto laccato con colore a scelta del cliente, o nel colore del multistrato di betulla per chi ama il legno naturale 




NB: Le foto del diffusore che vedete sono del primo diffusore prototipo, nel diffusore definitivo alcuni particolari della sospensione e le finiture generali saranno migliorate

 



Nota sul Nome  del diffusore:



 

Eugenio Calabi e  Shing- Tung Yau sono due matematici ( il primo italiano)  che hanno studiato e formalizzato gli spazi matematici a 6 dimensioni di Calabi-Yau. L’applicazione “pratica” di questi spazi è venuta nella teoria delle stringhe, una teoria, in studio attualmente e non ancora provata sperimentalmente, che prevede che il costituente più intimo e piccolo della materia sia formato da  minuscole stringhe vibranti . I modi naturali di vibrazioni di queste stringhe dipenderebbero dallo spazio nel quale esse si trovano. Il loro modo di vibrazione dovrebbe dare origine a tutte le particelle che conosciamo, e anche quelle attualmente sconosciute. La teoria delle stringhe ( o meglio delle superstringhe perchè essa prevede l’esistenza della supersimmetria) è assolutamente affascinante ed interessante dal punto di vista scientifico perchè permette di risolvere il più grande conflitto scientifico del secolo, quello della incompatibilità della relatività generale einsteiniana e quello della meccanica quantistica: quando si cerca di applicare le due teorie (ampiamente dimostrate nei loro specifici bacini di utilizzo) in situazioni molto particolari , come ad esempio un buco nero ( necessita della relatività per le masse estremamente grandi coinvolte ma anche di meccanica quantistica per la piccolezza dello stesso) si perviene a risultati senza senso ( calcoli che portano a valori infiniti). La teoria delle stringhe, elimina il concetto di materia puntiforme, essendo le stringhe di dimensione finita : in essa meccanica quantistica e relatività possono coesistere poichè la teoria delle stringhe cancella le fluttuazioni quantistiche del tessuto spazio temporale sulla scala della distanza di Planck.
 La teoria delle stringhe prevede che l’Universo attorno a noi sia formato da 3 dimensioni spaziali estese ( quella che conosciamo), una dimensione temporale, e 6 dimensioni spaziali compattificate. Compattificate vuol dire che sono estremamente piccole ed avvolte su se stesse ( dimensione di Plank: 10-33cm ), per questo motivo non sarebbero visibili ne ai nostri sensi ne ed ai nostri strumenti. Si è appunto visto che la forma di queste dimensioni compattificate 6-dimensionali potrebbe appartenere alla varietà geometrica di Calabi-Yau. 
La teoria delle stringhe spiega anche un altro grande interrogativo: perchè le costanti del nostro universo ( massa delle varie particelle, la loro carica, il loro spin e cosi via dicendo) hanno proprio quel preciso valore e non uno diverso? Del resto è proprio questo sottile equilibrio tra queste varie costanti che rende possibile la vita e la materia cosi come la conosciamo.  Attualmente nessuno sà rispondere. La teoria delle stringhe invece può darci la risposta: infatti abbiamo detto che le particelle stesse e i portatori di forza sono una manifestazione di come la stringa vibra, e la sua vibrazione dipende dallo spazio nel quale essa vibra. Ora sappiamo quasi sicuramente che gli spazi nel quale le stringhe vibrano sono spazi di Calabi-Yau, ma questi sono diverse migliaia, e quindi non sappiamo, allo stato attuale, ne scegliere lo spazio giusto all’interno della famiglia, ne saper calcolare le frequenze di vibrazione delle stringhe. La matematica che c’è dietro è molto complessa, ma se un giorno dovessimo riuscire a calcolare queste frequenze, dovremmo poter ritrovare tutte le particelle del nostro universo ( elettroni , tauni, muoni, bosoni, quark, …) e prevedere l’esistenza di quelle non ancora scoperte.
Altro interesse elevatissimo della teoria delle superstringhe è che essa prevede l’esistenza di particelle senza massa e con spin =2 cioè la carta di identità del gravitone, la particella portatrice della forza di gravità. 
Mi scuso per le imprecisioni riportate in questa piccola trattazione, ma ho cercato di riassumere un discorso estremamente complesso, solo facendo ricorso a quello che ricordo. Quanto sopra scritto non ha la pretesa di essere un preciso racconto scientifico.




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