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Demagnetizzazione nuclei SUT



I nuclei dei trasformatori di step -up


I trasformatori di step-up per testine moving coil utilizzano, se ben costruiti, nuclei magnetici ad altissima permeabilità, senza traferro, tipicamente in mu-metal , permalloy, Vacoperm, materiali amorfi e nanocristallini. Questa scelta non è casuale: serve a ottenere un’elevata induttanza primaria, basse perdite e una risposta estremamente lineare con segnali piccolissimi, dell’ordine dei microvolt. È proprio questa caratteristica, però, a renderli anche particolarmente sensibili alla presenza di componenti continue indesiderate.

Questi nuclei sono progettati per lavorare esclusivamente in corrente alternata, oscillando simmetricamente attorno allo zero del campo magnetico. Anche correnti continue molto piccole, frazioni di milliampere, possono spostare il punto di lavoro magnetico del nucleo fuori dalla zona lineare. La conseguenza non è  una saturazione evidente, ma qualcosa di più subdolo: il nucleo inizia a lavorare in una regione non simmetrica del ciclo di isteresi, dove la permeabilità cambia con il segnale. In termini audio, questo significa non linearità a bassissimo livello.



Come puo' magnetizzarsi un nucleo?


La magnetizzazione residua può insorgere in diversi modi. Uno dei più comuni è la semplice misurazione della resistenza degli avvolgimenti con un multimetro tradizionale: la corrente di prova dello strumento, pur essendo molto piccola, può essere sufficiente a magnetizzare un nucleo senza traferro. Anche test ripetuti, collegamenti impropri o apparecchiature con offset DC possono contribuire nel tempo. Nell’uso quotidiano normale, con un segnale audio puro e simmetrico, la magnetizzazione non dovrebbe crescere in modo significativo, ma nella vita reale gli step-up passano spesso per banchi di prova, mani diverse e configurazioni non sempre ideali. Del resto, i SUT che spesso possediamo sono stati acquistati usati, e non possiamo conoscere la loro storia. Discorso che a maggior ragione vale per SUT costruiti intorno a trasformatori dell'età dell'oro ( Partridge, Tango, Western Electric...) i quali sicuramente avranno visto passare svariati mA sotto i ponti..



Come si comporta a livello sonico su un SUT "magnetizzato"?


Dal punto di vista sonoro, gli effetti non sono eclatanti ma subdoli. Non si tratta di distorsioni grossolane o facilmente misurabili, bensì di una progressiva perdita di microinformazione: minor finezza nei transienti, una scena meno stabile, una riduzione della sensazione di aria e naturalezza. Tutti aspetti che, in un sistema analogico di alto livello, fanno la differenza tra un ascolto corretto e uno davvero coinvolgente.



La fisica del magnetismo e il ripristino delle condizioni vergini


Il ripristino consiste nella rimozione controllata della magnetizzazione residua del nucleo. A livello fisico, ciò che viene fatto è riportare il materiale magnetico a uno stato neutro, accompagnando gradualmente i domini magnetici verso una distribuzione casuale attorno allo zero. Questo avviene applicando al primario del trasformatore un campo magnetico alternato controllato, inizialmente sufficientemente ampio da far percorrere al nucleo il suo ciclo di isteresi, e poi ridotto in modo progressivo e non brusco. La gradualità è fondamentale in tutto l'arco del procedimento.


Disegno tecnico/artisitco che mostra la procdura di smagentizzazione Clinamen per i nuclei dei SUT



La proposta Clinamen per chi vuole un SUT nelle massime condizioni di efficienza


La procedura che propongo  viene eseguita con strumentazione da laboratorio, utilizzando un generatore di segnale e un controllo diretto della corrente magnetizzante, senza mai portare il trasformatore in condizioni di stress o saturazione profonda. Il trattamento è completamente reversibile, non invasivo e non comporta alcuna modifica elettrica o meccanica del componente.

Rendo percio' disponibile, a chi ne facesse richiesta, questo servizio di rimozione della magnetizzazione residua, specificamente dedicato ai trasformatori di step-up per testine moving coil. È un intervento pensato come ripristino delle condizioni di lavoro ideali del nucleo, non come “tuning” o alterazione del suono. L’obiettivo è semplice e rigoroso: permettere al trasformatore di lavorare di nuovo nella regione per cui è stato progettato, restituendo linearità, trasparenza e integrità dell’informazione musicale.

In un sistema analogico di alto livello, anche dettagli invisibili contano. A volte, rimettere tutto esattamente a zero è il miglior upgrade possibile.


Il costo dell'intervento è di 60 euro spedizioni escluse. Nella cifra è compreso  un documento che certifica la data dell'intervento, con livello del segnale di test e minima frequenza raggiunta.