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Amplificatori IMA e IVC



IMA e IVC: significato e fondamento progettuale

 

Gli acronimi IMA (Integrated Monoblock Amplifier) e IVC (Inductive Volume Control) identificano due scelte progettuali precise sviluppate da me pensate nel campo dell’amplificazione audio.Nulla di rivoluzionario, ma certamente interessante.

 

 

IMA – Integrated Monoblock Amplifier

 

Un’unità IMA è, prima di tutto, un amplificatore integrato. È progettato con una sensibilità tale da erogare la piena potenza nominale senza la necessità di uno stadio linea esterno. La selezione ingressi e il controllo di volume sono integrati nell’unità. La peculiarità risiede però nella configurazione monofonica: ogni chassis amplifica un solo canale. L’ascolto stereo richiede quindi due unità fisicamente separate.

 Nell'audio Hi-end, amplificatori integrati e monoblocchi sono soluzioni diffuse. Ma l’unione delle due caratteristiche — sensibilità da integrato e architettura monofonica — rappresenta invece una scelta topologica meno comune, credo forse unica, e da me adottata per ragioni tecniche precise.

 La logica IMA nasce dall’obiettivo di realizzare amplificazioni pure, con potenze nell’ordine dei 4–8 watt, ottimizzate per diffusori di medio-alta sensibilità. Costruendo infatti questi amplificatori attorno a dispositivi attivi intrinsecamente lineari (triodi ad alta transconduttanza, polarizzati rigorosamente in classe A), è possibile pilotare lo stadio finale con uno o due soli stadi attivi a monte.

 Ridurre il numero di stadi significa ridurre:

– rumore termico cumulativo

 – distorsione

– necessità di retroazione correttiva

 – complessità circuitale

 

In questo contesto lo stadio linea diventa ridondante. Le sorgenti digitali  forniscono tipicamente 2 V RMS, livello più che sufficiente per pilotare direttamente un amplificatore IMA, che solitamente ha una sensibilità , per la massima potenza, intorno 0,4-0,7 Vrms. Eliminare il pre linea significa eliminare un anello attivo, i relativi cavi e il relativo contributo di rumore. E' inoltre una fonte di risparmio notevole. Chi utilizza sorgenti analogiche può naturalmente integrare un pre phono dedicato.

 

 

Gain, volume e coerenza di progetto

 

  

È diffusa l’idea che un sistema “migliore” sia quello che lavora con la manopola del volume molto chiusa, lasciando intendere che ci sia ampia riserva di potenza disponibile. Questa interpretazione è fuorviante.

La potenza disponibile è determinata esclusivamente dalla configurazione e dalla polarizzazione dello stadio finale. Il controllo di volume non modifica il guadagno dello stadio: attenua il segnale in ingresso attraverso un partitore resistivo.

Se un sistema lavora abitualmente con forte attenuazione, significa che il guadagno complessivo è eccessivo rispetto al livello delle sorgenti. Si genera così una situazione paradossale: si introduce guadagno (con relativo rumore e potenziale instabilità) per poi non sfruttarlo,  introducendo un’elevata attenuazione resistiva. Un potenziometro fortemente attenuato introduce inoltre una resistenza serie significativa nel percorso del segnale, con effetti dinamici e timbrici non trascurabili.

La soluzione adottata in Clinamen nelle unità di alta gamma è l’IVC – Inductive Volume Control.

 

 

IVC – Inductive Volume Control

 

Il controllo di volume non è resistivo ma induttivo. L’attenuazione avviene tramite trasformatori ( o autotrasformatori) a prese multiple, evitando l’inserimento di resistenze serie elevate nel percorso del segnale. I nuclei sono sempre in materiale molto nobile ad alta permeabilità magnetica.

In un sistema correttamente dimensionato il controllo di volume opera nella zona centrale o superiore della corsa. Questo non implica assenza di riserva dinamica, ma coerenza tra livello delle sorgenti, guadagno complessivo e sensibilità dei diffusori.

  

 

Monofonia e separazione fisica

  

La scelta monofonica non è solo concettuale ma pratica. Le amplificazioni Clinamen impiegano numerosi elementi induttivi: trasformatori di alimentazione, trasformatori di segnale, induttanze di filtro. La separazione fisica dei canali consente:

– layout ottimizzato

– migliore distribuzione delle masse

– riduzione delle interazioni magnetiche

– alimentazioni completamente indipendenti

 

Il risultato è una maggiore separazione tra canali, migliore microdinamica, un "nero" infrastrumentale migliore, e una ricostruzione spaziale più stabile.

 

 

Esempi applicativi

 

Le unità LUMINA (300B Mesh single ended) nascono come IMA con controllo IVC.


 



 

Il modello Dharma 1 (2A3 Mesh) è stato inizialmente sviluppato come IMA e successivamente, nel 2021, dotato di controllo volume IVC.



 Coppia di Dharma 1, ampli IMA IVC con 2A3