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Lumina — 2020

 


Il progetto Lumina, portato a termine nel Settembre 2020, nasce come esercizio assoluto, libero da vincoli di produzione, costi e replicabilità. È il punto in cui la ricerca Clinamen si è spinta oltre la logica di catalogo per misurarsi direttamente con il proprio stato dell’arte.

Realizzato come pezzo unico, integra soluzioni tecniche, costruttive ed energetiche portate al massimo livello raggiungibile al momento della sua creazione. Non è pensato come prodotto commerciale, ma come dimostrazione concreta di ciò che è possibile fare quando esperienza, tempo e visione convergono senza compromessi.

 Lumina è, semplicemente, una sorgente di riferimento: un amplificatore nato per esplorare il limite.





I Lumina sono dei finali integrati monofonici di impostazione I.M.A. ( integrated monoblock amplifier) , I.V.C. ( inductive volume control) , electrolytic less, zero feedback, realizzati intorno al triodo finale 300B TRUE MESH Emission Labs. La circuitazione e i materiali realizzati rendono questa coppia di amplificatori  delle vere macchine da Musica, topologicamente  i Lumina sono tre stadi attivi, di cui il primo e il secondo ad accoppiamento diretto ( nessun condensatore) mentre il secondo, pilota la griglia della 300B tramite un trasformatore interstadio 1:1.

Circa i vantaggi derivanti dalla struttura I.M.A  e I.V.C. , vi rimando alla  pagina dedicata.

L'impegno profuso nella progettazione, prototipazione, ingegnerizzazione e realizzazione finale dei Lumina è stato molto elevato, ma i risultati sono stati in linea con le mie aspettative.  





Il circuito è un tre stadi, dove le prestazioni elettriche sono raggiunte per valore individuale dei singoli stadi, con punti di lavoro lineari e nel range delle loro possibilita'. Tutto questo si traduce in assenza di retroazione, ne locale ne globale, il chè consente di avere un suono libero che massimizza dinamica e capacità di coinvolgimento. 




Come dicevo, il primo stadio lavora in sinergia totale con il secondo: una 6N7 con sezioni parallelate per abbassare la sua impedenza interna, è accoppiata direttamente ( nessun condensatore, nessun trasformatore) alla valvola 12B4 che funge da driver per lo stadio finale. La 6N7 è alimentata con tensione stabilizzata fornita da due diodi a gas OD3 connessi in serie che stabilizzano la tensione a 300 volt. Ciò rende molto stabile l'accoppiamento diretto con lo stadio successivo, infatti la polarizzazione della 12B4 è interdipendente dalla tensione anodica della 6N7. 




Ogni valvola è messa nel circuito dove le sue caratteristiche elettriche vengono esaltate: cosi la 6N7 ci fornisce il guadagno di tensione, la 12B4  pilota energicamente la griglia dello stadio finale, che a differenza di quanto si pensa , non costituisce un carico facile. Proprio per questo motivo l'accoppiamento tra 12B4 e 300B è fatta tramite un trasformatore interstadio con rapporto 1:1 opportunamente dimensionato per la corrente di polarizzazione della 12B4 e  lo swing di tensione necessario a portare la griglia della 300B in leggera classe A2, nei picchi dinamici.

Di fatto i Lumina, proprio per la potenza e raffinatezza dello stadio driver, riescono a spingersi senza problemi anche in classe A2 ( la classe A2 a differenza della classe A1 è caratterizzata da una tensione di griglia che diviene positiva rispetto al catodo, di conseguenza la griglia del triodo finale inizia ad assorbire corrente). La classe A2 è un logico passaggio oltre la classe A1, infatti una volta che il segnale di pilotaggio raggiunge un valore di picco maggiore della tensione di polarizzazione catodica allora la griglia inizia ad assorbire corrente. Presupposto per riuscire ad andare , in regime dinamico, in A2 è avere uno stadio driver dalla bassa impedenza e con accoppiamento induttivo, come nel nostro caso.

La classe A2 va vista come una riserva di potenza, infatti i Lumina erogano 7 Watt in classe A1, e riescono a spingersi fino a 10 Watt RMS in A2, con distorsione sotto il 5%. Ovviamente il tasso di distorsione cresce in A2 , ma il clipping è molto morbido , quindi particolarmente poco fastidioso. Se i Lumina verrano interfacciati con diffusori da almeno 90-92 dB/W/m la potenza sarà sempre esuberante per un ascolto anche ad alta dinamica.




Parlando invece dello stadio finale, esso è costruito intorno una 300B Emission Labs con placca Mesh.  L'unica ditta a costruire placche veramente Mesh, è la Emission Labs. Questo tipo di placca è costituita da una griglia metallica che permette di abbassare la distorsione e le risonanze. All'ascolto il triodo riesce a fornire una ricostruzione scenica molto ben dimensionata e un basso molto veloce e ricco di armonici.  Tale triodo va impiegato con cautela, poichè la placca mesh tollera una potenza massima minore, per via della ridotta superficie dissipante. Nei Lumina la 300B dissipa una potenza anodica un filo sotto i 25 watt, questo fa lavorare la 300B mesh entro il limite si sicurezza ( 28 watt, dato fornito da EMS per la placca mesh). Ogni altra valvola 300B standard, cioè con placca solida, lavorerà in condizioni di assoluto riposo nei Lumina. 




Il filamento è acceso in corrente continua, e vorrei spendere qualche parola sulla cura e impegno profusi in questo alimentatore. Quando  si sente parlare della 300B in termini non entusiasti, si deve sapere che essa è molto sensibile alla qualità dell'alimentatore di filamento, e farne uno buono significa impiegare molto spazio e risorse economiche. E' quello che ho fatto: ho usato diodi Schottky, e un raffinato filtraggio del residuo di alternata con induttore di filtro. Questo ultimo viene raramente usato in apprecchi commerciali, perchè è un componente che per fornire la corrente di 1,5 Ampere e una discreta induttanza, almeno 0,1 H incomincia ad essere grande quasi come un trasformatore di uscita.  E' stato usato anche un potenziometro per il bilanciamento del ronzio residuo. In questo circuito , che praticamente è attraversato dalla corrente di segnale,ho usato resitenze di altissima qualità : le Duelund a impasto di carbone da 10 Watt.  


Resistenze Duelund sul circuito di hum filamento



Il bias dello stadio finale è ovviamente di tipo fisso, ed anche qui l'alimentatore è molto semplice ma raffinato: oltre al ponte di diodi realizzato con componenti ultrafast , troviamo un filtraggio di tipo induttivo ed infine una stabilizzazione con diodi a scarica di gas. Questa tensione stabilizzata viene fornita alla griglia della valvola finale tramite un trimmer multigiri che permette di tarare, in laboratorio,  la corrente di riposo. La stessa corrente di riposo dello stadio finale è monitorata dai uno strumento retroilluminato posti sul frontale. Essi non sono attraversati dalla corrente di segnale, ( se non in percentuale davvero trascurabile) infatti sono componenti ad alta resistenza interna interna, che lavorano in parallelo alla corrente catodica, prelevando il segnale da una opportuna resistenza I-sense posta nel circuito di catodo.


L'alimentatore anodico è anche esso all'altezza del resto: la tensione alternata proveniente dal  trasformatore di alimentazione è raddrizzata da un doppio diodo a gas ionizzato, la CK1006. Essa è tanto bella tanto bisognosa di cure per la sua accensione: per questo, tramite due circuiti temporizzati, la corrente richiesta dal circuito viene richiesta alla valvola secondo due step temporali, al fine di portare la valvola in conduzione in maniera graduale e senza stress. Il filtraggio viene effettuato tramite un doppio circuito con celle di filtro induttive, ed ovviamente i condensatori impiegati non sono elettrolitici, bensi' in polipropilene in bagno di olio. Soluzione costosa ed ingombrante ma che assicura lunghissima vita utile all'apparecchio, costanza temporale di prestazione elettriche e musicali ( gli elettrolitici hanno un lento e continuo degrado nel tempo, e nell'arco di massimo 15 anni andrebbero  sostituiti) ma sopratutto una velocità di erogazione di corrente e neutralità timbrica senza pari. 


I Lumina hanno anche un dispositivo anti-bump alla accensione. Esso si rende necessario perchè i stabilizzatori a gas, quando "innescano" producono quel fastidioso impulso sui diffusori, certamente non dannoso, ma non piacevole da ascoltare. L'anti-bump è elegantissimo poichè non utilizza il solito relè che interrompe la connessione verso i morsetti diffusori ( il cui vero difetto è che poi durante il funzionamento sarebbe sempre in serie al trasformatore di uscita) ma bensi' un originalissimo circuito che interdice il funzionamento della 300B aumentando il suo negativo di griglia, e dunque limitando la sua polarizzazione. Finito il transitorio di accensione, la scheda temporizzata commuta, tramite relè, il negativo di griglia al giusto valore di polarizzazione. Geniale e funzionale.





Il cablaggio è point to point con cavi in rame argentato ed isolato in teflon: anche dopo 50 anni il cavo manterrà perfettamente il suo isolamento (cosa che non si può dire per i cavi rivestiti in PVC). Le saldature sono fatte con stagno con percentuale di Argento del 4%, e il layout delle masse è ottimizzato con un sistema di triplo bus, ciò assicura una silenziosità assoluta. Una delle "credenze" audiofile che vuole associare alla amplificazione valvolare una certà rumorosità è del tutto fuori luogo e si è diffusa a causa di apprecchi mal cablati ed ingegnerizzati. Ogni realizzazione può essere fatta bene o male, e se il layout dei componenti e la filatura delle masse è fatto a regola d'arte un amplificatore a valvole zero retroazione può aver livelli di silenziosità paragonabili alle realizzazioni a stato solido.



Termino parlando del telaio, il quale è realizzato con della lamiera di alluminio da  4 mm tagliata laser, piegata e saldata, ed infine verniciata professionalmente al forno con vernice metallizzata, in un colore a me caro: il "grigio Venere".  Sul frontale sono ricavati per elettroerosione la scritta "Lumina" e il logo Clinamen: attraverso un materiale plastico opalino, dei led ad alta luminosità forniscono una suggestiva retroilluminazione al logo e al nome dell'apprecchio. Il fondo degli apparecchi reca due chiavi di violino, con la scritta Lumina, che oltre a essere fregio estetico, costituiscono una aereazione per il ricambio d'aria.  Infine vengono applicati dei financhetti in legno massello di zebrano laccati a specchio, che donano un notevole umanizzazione a queste macchine.  I piedini sono da me prodotti, in anticorodal anodizzato oro e si integrano al telaio, esaltandone la maestosità. Per finire , ogni singola vite impiegata nei Lumina è in acciaio AISI 304 ( inossidabile).




Le connessioni esterne, RCA di ingresso, e binding post, sono realizzate con connettori SHARK di alta qualità. Gli ingressi RCA sono quattro, e il commutatore di ingressi, componente di altro pregio di fattura italiana ( G. Milani), è montato a ridosso dei morsetti per minimizzare il percorso del segnale ed è azionato da un asta di prolunga in ottone.

Mi preme fare un osservazione sul fatto che utilizziamo, in generale, e quindi anche nei Lumina, valvole abbastanza sconosciute al popolo audiofilo. Questo è un  indice del fatto che ricerco qualcosa di molto diverso dalle produzioni Hi END industriali. La valvola driver 12B4 è ad esempio una valvola ad alta tranconduttanza , che permette di pilotare la griglia della 300B con disinvoltura in virtu' della sua bassa impedenza. Le 12B4 sono solo ed esclusivamente NOS, ma anche per esse c'è una discreta scorta in magazzino. Se si vuole realizzare un apprecchio senza compromessi, il dispositivi attivi,  cuore del progetto, vanno scelti con la massima perizia. 

 


 


  




CARATTERISTICHE TECNICHE



  • Amplificatori integrati monofonici ( I.M.A.) con 300B TRUE MESH EML
  • Assenza di feedback totale e locale.
  • 3 stadi di segnale, senza alcun condensatore tra di essi.
  • Controllo volume induttivo con nucleo  80% Nichel, con 16 posizioni selezionabili da commutatore
  • Accoppiamento diretto tra stadio guadagno di tensione e stadio driver
  • Accoppiamento a trasformatore tra stadio driver e stadio finale
  • Bias fisso per il triodo finale 300B stabilizzato con tubo a scarica di gas
  • Raddrizzamento tensione anodica effettuato con doppio diodo a scarica di gas CK1006
  • Filtraggio tensione anodica con doppio stadio induttivo
  • Filamenti 300B alimentati in DC con filtraggio induttivo
  • Alimentazione Electrolytic less ( nessun elettrolitico sugli alimentatori anodici). Vengono usati polipropilene in bagno di olio
  • Valvole ( per un canale) : 1 x 6N7 ; 1 x 12B4A ; 1 x 300B Mesh EML ; 1 x CK1006 ; 2 x OD3 ; 1 x OB3
  • Potenza di uscita (RMS)  : 10 Watt con THD=5% ( classe A2) 7,2 Watt con THD 2.1% ( classe A1)
  • Sensibilità di ingresso per la potenza di 10 Watt : 0,45 Volt
  • 4 ingressi RCA sbilanciati  (SHARK SCY 700) , commutatore professione italiano G.Milani 
  • una uscita per diffusori con Binding Post SHARK a 8 ohm
  • Accensioni automatizzate/ temporizzate con due  relè Omron
  • Sistema anti-bump alla accensione con controllo  della polarizzazione della 300B 
  • Cablaggio totalmente in aria point to point, realizzato con cavo argentato isolato in teflon e stagno al 4% Ag
  • Zoccoli valvole CMC in bachelite con reofori ricavati dal pieno.
  • Resistenze ad impasto di carbone Kiwame ( 2 e 5 watt) e Duelund da 10 watt
  • Strumento frontale retroilluminato ad alta impedenza ( proprietario) per il monitoraggio della corrente di riposo della 300B
  • Telaio in anticorodal da 4 mm di spessore, dimensioni 400 (L) x500 (D) mm
  • Verniciatura professionale colore grigio Clinamen metallizzato
  • Fondo telaio in lega di alluminio “Anticorodal” da 5 mm  con fregi riportanti il nome dell’apparecchio e delle chiavi di violino
  • Scritta “LUMINA” retroilluminata
  • Fiancatine in zebrano lucidate a specchio
  • Peso per ogni singolo canale : 25 Kg



MISURE POTENZA E FFT