Amplificatore IMA 2A3 evoluzione dei Dharma. Prestazioni allo stato dell'arte, componentistica di altissima qualità , per 4 purissimi watt in classe A zero feedback.Inizio progetto Giugno 2025, termine in Marzo 2026
Il Dharma 2 nasce da una premessa progettuale precisa: la potenza erogata è una variabile percettivamente secondaria, mentre la qualità del trasferimento dell’informazione a basso livello è primaria. In un amplificatore a triodi single-ended di piccola potenza, ciò che determina il realismo dell’evento sonoro non è la quantità di watt disponibili, ma l’integrità con cui le microvariazioni di segnale attraversano lo stadio di amplificazione senza essere sommerse da rumore, accumuli energetici e interferenze interne.
Per questa ragione il progetto è stato sviluppato come un sistema che minimizzi le interazioni parassite, in cui ogni scelta costruttiva mira a preservare la leggibilità del segnale. Cio' è ottenuto con grande attenzione nel layout delle masse e nella disposizione reciproca di componenti e cablaggi.
Le alimentazioni, sia anodiche che di bias, sono induttive profonde: cioè dove l'elemento determinante per l'abbattimento del ripple e l'immagazzinamento dell'eneriga è una induttanza. Questo porta ad una impedenza dinamica dell’alimentazione più alta ma molto più lineare, quindi minor tendenza a iniettare spurie di ricarica nello stadio audio, sopratutto in alta frequenza. L'alimentazione diventa quindi più inerziale, silenziosa e stabile nel dominio delle microvarazioni. Il tutto senza impiegare stabilizzazioni attive retroazionate.
L'accoppiamento tra la valvola driver e la 2 A 3 è interstadio 1:1. Inoltre il cablaggio in aria strutturato per funzioni separate e i condensatori anodici ad alta stabilità dielettrica ( polipropilene) concorrono a ridurre i fenomeni di memoria elettrica e le correnti parassite che tendono a velare la riproduzione.
Anche la struttura meccanica segue la stessa logica. L’architettura a telai separati e la disposizione estesa degli elementi magnetici non rispondono a un criterio estetico, ma a una necessità fisica: espandere lo spazio per ridurre il rumore. L’aumento della distanza tra trasformatori, stadi di segnale e sezioni di alimentazione abbatte gli accoppiamenti indesiderati, migliorando il rapporto segnale/rumore reale, quello che si manifesta all’ascolto prima ancora che in misura, il famoso "nero" che cogliamo tra una nota e un altra della partitura musicale.
Ne risulta un oggetto solo apparentemente semplice. La topologia essenziale a due stadi nasconde una complessità di ottimizzazione elevata, dove la riduzione dei gradi di correzione disponibili impone rigore assoluto nel layout, nelle masse e nei percorsi di ritorno. Il Dharma 2 va quindi inteso come un amplificatore di manifestazione più che di esibizione: non costruito per impressionare con i numeri, ma per restituire la trama fine della musica quando inserito in un sistema coerente ad alta efficienza.
In questa prospettiva, ogni scelta tecnica converge verso un unico obiettivo: lasciare che il segnale attraversi la macchina con il minor numero possibile di alterazioni, affinché ciò che resta in uscita sia, il più possibile, informazione musicale intatta.
CARATTERISTICHE:
Presentazione Marzo 2026
VALVOLE UTILIZZATE ( per un canale)