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Sun Audio SV-300BTE


Lavoro terminato in Gennaio 2020. Non sono previste repliche simili su apprecchi equivalenti





Presentazione del prodotto oggetto della rivistazione :


I monofonici Sun Audio SV-300BTE  sono amplificatori mono con 300B molto interessanti, prodotti dalla nipponica Sun Audio.  Per inquadrare il prodotto, mostriamo subito delle immagini di uno dei due canali, alla fine dei lavori effettuati  ( che hanno riguardato anche interventi di riparazione e riverniciatura parziale dei telai)







Il Problema:


Questa coppia di  amplificatori monofonici Sun Audio SV-300BTE mi è stata consegnata da un mio cliente , insoddisfatto del suono, e preoccupato dello stato  degli amplificatori, poichè erano visibili all'interno, interventi di riparazione /up-grade effettuati in maniera poco professionale, con componenti posizionati in maniera poco professionale, senza alcun vincolo meccanico di appoggio. Segue una foto di uno dei due apparecchi che illustra quanto detto.


 


Da questo punto di partenza ho sviluppato un intervento massivo di rivisitazione e perfezionamento della macchina. Elenco a seguire i difetti riscontrati, in parte dovuti al progetto iniziale ( punti 1,2,4,6,7), in parte dovuti al deterioramento degli anni, in parte ad interventi effettuati senza perizia:


  1. layout delle masse
  2.  zoccoli cinesi con contatti dei reofori lenti ed insicuri
  3. componenti cablati senza alcun vincolo meccanico
  4.  eccessiva sensibilità della macchina( 165 mV per 4,7 Watt su 13,6 ohm di carico)
  5. condensatori elettrolitici  ESR in deriva ( resisenza serie di perdita)
  6. elevato ripple nell'alimentatore di filamento della 300B
  7. bassissima potenza di uscita , relativamente a un circuito con 300B

 

Analisi circuitale di partenza e dei limiti del circuito iniziale

Nonostante questo panorama non certo roseo, ho deciso di mettere a punto modifiche importanti, sia allo schema elettrico sia alla componentistica, perchè a livello di architettua circuitale le macchine promettono molto bene: infatti il circuito è un tre stadi ben congegnato; il primo stadio, realizzato con una 6SN7 con sezioni parallelate funge da guadagno da tensione. Esso si accoppia RC allo stadio driver costituito da una 6V6 connessa a triodo,  accoppiata questa alla 300B finale con un trasformatore interstadio. La scelta di pilotare lo stadio finale con un triodo in grado di erogare potenza sulla griglia della finale , esaltata dal pilotaggio a trasformatore , è  elegante ma alquanto rara nel panorama HiFi. I trasformatori usati nel Sun Audio, della giapponese TAMURA, sono di ottima qualità, e l'architettura circuitale sopra descritta, ci hanno motivato a far suonare questi amplificatori con tutto il loro potenziale mai realmente estrinsecato. 

 


Ma la strada da percorrere è stata lunga e costosa. Tanto per sottolineare due problemi molto importanti, possiamo dire che la tensione anodica troppo bassa fornita alla 300B , in unione alla polarizzazione catodica per essa prevista ( che "mangia" 56 volt alla tensione anodica totale disponibile) fa si che la potenza di uscita era inferiore ai 5 watt rms: per essere precisi, misurando su un carico resistivo di 13,6 ohm ( uscita trasformatore 16 ohm) abbiamo rilevato 4,7 Watt RMS con distorsioni D2 D3 e D4 rispettivamente a  -26; -34 ;-45 dB. Una potenza decisamente scarsa per una 300B.

Inoltre la sensibilità degli apprecchi era decisamente troppo alta (165mV), essi sono venduti come finali, ed infatti non hanno controllo volume ne ingressi multipli. Ma dichiarare finali apprecchi con sensibilità di 165 mV è , secondo il mio modo di vedere, decisamente un errore. Mettere un pre linea davanti a un finale con queste sensibilità porta a diverse criticità, poca sfruttabilità, e certamente un suono nervoso e poco piacevole, nonchè rumoroso.



La soluzione

Il problema della potenza di uscita :

E' stato risolto in maniera geniale, e senza dubbio radicale:  ho trasformato il bias della 300B da catodico a fisso, al fine di poter recuperare i 55 volt che venivano "buttati" sul catodo, per la polarizzazione catodica. Questo ha visto la necessità di montare un trasformatore dedicato di alta qualità e bassa induzione, con fascia in rame per contenimento dei flussi dispersi. L'alimentatore di bias realizzato, prevede l'uso di un induttore di filtraggio, soluzione vincente , ma ingombrante e costosa, ed un potenziometro cermet di potenza per la regolazione della tensione di bias. Dulcis in fundo, un condensatore di disaccoppiamento in polipropilene montato "in loco" al pin di griglia della 300B. Questa tensione extra recuperata , unita alla modifica al trasformatore interstadio che vi elencherò' a breve, permette di raggiungere la potenza di oltre 7 Watt in regime di classe A2. Direi una differenza già abissale.



Il problema della eccessiva sensibilità:

Come dicevo poco sopra, il trasformatore interstadio che accoppia la 6V6 alla griglia della 300B, è un bel componente TAMURA. Ma i tecnici Sun Audio lo hanno collegato con rapporto di step up 1:2. Ritengo poco felice questo collegamento, soprattutto nell'ottica che le macchine sono vendute come apprecchi "finali". Infatti nel collegamento"in salita" la tensione sul secondario è maggiore di quella sul primario, ma, al fine del bilancio energetico, se la tensione cresce, la corrente di pilotaggio diminusice. E siccome la 6V6, è un piccolo triodo di potenza ( in realtà è un tetrodo a fascio connesso a triodo nello schema Sun Audio), polarizzato adeguatamente, ha gia tutta la capacità di fornire uno swing di tensione piu' che sufficiente per pilotare la griglia della 300B in classe A2.  Quindi la scelta del collegamento del trasformatore con funzione  di elevatore di tensione è dal mio punto di vista poco felice.
Ho dunque cambiato la configurazione del secondario , collegandolo questa volta in un piu' razionale rapporto 1:1, in questo modo la capacità erogaribile di corrente e la linearità se ne avvantaggiano, oltre ad un abbassamento della sensibilità di ingresso, come volevo.
Altra modifica importante, relativamente al trasformatore interstadio, è stata la nuova  rete di linearizzazione che carica il secondario : siamo passati da una soluzione complessa usata da Sun Audio ( rete resistiva piu rete di Zobel) ad una piu classica e lineare rete resistiva, che ha fornito grandi benefici all'ascolto. In questa configurazione la 6V6 riesce a spingere in classe A2 la 300B e cosi si riesce a sfruttare i picchi dinamici in questo surplus di potenza, ed avere un clipping decisamente piu' morbido. Infine, relativamente allo stadio driver, abbiamo protetto la griglia 2 della 6V6 con un resistore di potenza, cosa che invece non era stata fatta nel circuito originale.

I risultati dopo la rivisitazione:

I dati di potenza , sensibilità e distorsione, dopo le modifiche effettuate alla polarizzazione della 300B, e al trasformatore interstadio, sono i seguenti ( sempre su carico resistivo di 13,6 ohm):

  • Potenza al limite della classe A1:  5,8 Watt RMS. Sensibilità 350 mV.  D2=-27,6 dB; D3=-36,4dB ; D4=-47 dB . THD totale = 4,45% con relativa FFT a seguire:
 

 (Confrontando  questo dato di 5,8 Watt con THD 4,45% con il dato originario di 4,7 Watt con 5,5% di THD possiamo vedere come si abbia guadagnato oltre 1 Watt nel funzionamento in classe A1 con minore distorsione.)


  • Potenza con sconfinamento di 10Vp in classe A2: 7,4 Watt RMS. Sensibilità in ingresso 410 mV. D2=-26,4dB; D3=-29,6 dB ; D4=-52 dB ;D5= -40,8 dB ; THD 5,9% . Relativa FFT a seguire:



  • Con un clipping spinto la Potenza sale a  8,9 Watt RMS, valore questo sfruttabile nei passaggi a più alto contenuto dinamico. 


Ulteriori miglioramenti

L'alimentatore di filamento della 300B, realizzato in origine con un semplice condensatore e resistenza dopo il ponte raddrizzatore, ed ovvio potenziometro di bilanciamento di ronzio, è stato anche esso riprogettato. Abbiamo inserito un secondo condensatore , realizzando una molto piu' efficace cella RC, e ridotto di un fattore 4 il residuo di alternata ( passando da 560 mV a 135 mV)

La risoluzione dei problemi" layout masse" e "zoccoli cinesi allentati" ha richiesto un dispendio di mano d'opera molto elevato. Infatti non c'è stata altra alternativa: ricablare da zero l'intero apparecchio. Sono stati usati zoccoli artigianali di altissima qualità, gli italiani JACKEBAND in teflon e pin in rame tellurio ( ad eccezione dello zoccolo della 5U4G, della BELTON) . A questo punto è stato effettuato un nuovo layout delle masse, con stelle locali sugli stadi ed una stella generale nei pressi dell'alimentatore anodico. 

Ultimo cenno sulla sensibilità di ingresso. Dopo la nostra modifica, ci troviamo una sensibilità per la potenza di 7 watt, di circa 400 milliVolt. Un valore secondo me ideale per una macchina integrata.  Quindi ho installato un bellissimo potenziometro italiano a scatti, series stepped con resistenze SMD . Il corpo del potenziometro è in metallo dorato e monta la meccanica di rotazione su cuscinetti. Esso riceve il segnale da un unico pin RCA ( non ci sarebbe stato spazio per RCA multipli e selettore) della SHARK.



Tutte le resistenze sono state sostituite con resistenze KIWAME da 2 e 5 watt. La qualità di questi resistori al carbone è molto elevata, ed inoltre la loro elevata potenza, rende la macchina dove sono usate silenziosa ed affidabile.

Tutti gli elettrolitici sono stati sostituiti con componenti di buona marca, da 105 gradi e con durata dichiarata di 10.000 ore. L'ESR dei condensatori è stato misurato singolarmente.

Anche il condensatore di accoppiamento tra primo e secondo stadio è stato sostituito con un MIFLEX ,componente di qualità molto elevata, in carta ed olio con armature in rame, avendo cura di montare l'armatura esterna dello stesso sul lato a bassa impedenza della connessione.

Alcuni valori di resistenze e capacità, hanno subito un piccolo aggiustamento. Anche i  tre binding post delle connessioni di  uscita, sono stati cambiati con materiale di qualità molto migliore.

I coperchi di chiusura degli apprecchi sono stati smorzati con lamina di bitume e alluminio.  

Un ultima nota sul circuito anodico della 300B, il quale è stato protetto da un fusibile in linea da 160mA ritardato. Infatti il bias fisso, pur dando enormi vantaggi in termini di potenza, rendimento , e qualità all'ascolto, è intrinsecamente piu' pericoloso, perchè nella rarissima eventualità che dovesse guastarsi, sul ramo anodico della 300B passerebbe una corrente molto elevata. Da qui la scelta di usare un fusibile di protezione, che DEVE essere di qualità molto elevata. Noi abbiamo inserito dei qualitativi e costosi componenti AHP. 

Ecco a seguire una foto del lavoro di cablaggio interno, si noti la quantità di materiale presente e il relativo ordine. Nessun componente è "volante" tutto è fissato su solidi ancoraggi.




Ultima nota funzionale:

Poichè l'alimentatore di bias ha una funzione fondamentale  , quella di polarizzare la valvola, se dovesse rompersi, la 300B subirebbe danni forse irreparabili. Abbiamo perciò pensato di togliere la spia di accensione classica, e rimpiazzarla con una spia dedicata "intelligente" montata a valle dell'alimentatore di bias, che prende tensione da esso. Perciò' se la spia è accesa, significa che il bias funziona. Semplice e funzionale.
La posizione di questo led spia è molto particolare: ho montato la targhetta in rame che identifica il modello SV-300BTE a sbalzo sul frontale ( le targhette sono state preventivamente raggiate  su tutti e quattro gli spigoli), e dietro di essa ho posizionato uno specchio. Il led è sul telaio dietro la targhetta, esso illumina lo specchio, il quale riflette la luce sul telaio , illuminando la targhetta in maniera diffusa intorno all periferia. Sono piccoli particolari, ma che rendono idea della perizia e passione con il quale ho trattto queste macchine