Microserie di customizzazioni realizzate sul CD player TEAC VRDS7. Prima produzione nel 2018. Attualmente realizzate 5 unità.
E' disponibile un esemplare (SN 40392) in configurazione massima, con trasformatori uscita nucleo grande ( avvolgimenti in rame) e clock Tentlabs low jitter con PSU induttivo, piedini accoppianti in anticorodal lucidati a specchio al prezzo di 3700 euro, con 6 mesi di garanzia.
Il problema
Moltissimi appassionati audio lamentano un divario troppo elevato tra la qualità di riproduzione dei loro impianti analogici e quelle fornite dai lettori di CD audio. Ed hanno ragione. E per questo motivo ho deciso di scegliere una macchina commerciale di qualità ed adatta per accogliere modifiche molto radicali alla sua architettura, per ridurre il divario tra la sorgente digitale e quelle analogiche di riferimento.
Ma perchè modificare un lettore CD? Credo che la corsa a convertitori sempre più performanti per profondità di bit e frequenza di campionamento sia in larga misura dettata da motivazioni commerciali. Se per tanti settori dell'elettronica questo possa essere un indubbio vantaggio, sicuramente non lo è in maniera cosi scontata nel mondo audio. La differenza sul piano sonico si fa , secondo me, in altre parti della macchina digitale. I bit e la frequenza di campionamento di un CD player degli anni 90 sono già sufficienti a garantire di non costituire "il tappo" della prestazione della macchina.
La vera arena su cui confrontarsi per rendere una macchina digitale, da mediocre ad eccellente, secondo me, la si combatte a valle del DAC e cioè sullo stadio di uscita analogico.
In seconda battuta, un altro settore importantissimo risiede nella attenta cura alle vibrazioni e alla stabilità nella rotazione del disco, parametri questi che si ripercuotono direttamente sul jiiter e sull'intervento del circuito di correzione degli errori.
La soluzione
Ho individuato nel TEAC VRDS 7, lettore CD prodotto intorno alla metà degli anni 90, il candidato ideale sul quale applicare le mie idee di migliormento, meccaniche, e sopratutto, dello stadio di uscita. La sigla VRDS ( Vibration free rigid disc clamping system) sta ad identificare la meccanica di lettura che ha reso famosa la TEAC, essa è particolarmente attenta a garantire al disco argentato una rotazione stabile e priva di vibrazioni. Questa meccanica reca un platorello che, durante la lettura, diviene solidale con il disco.
Inoltre, vista l'epoca di costruzione, i circuiti stampati non sono SMD, e questo oltre ad essere un vantaggio sonico, facilita l'intervento di modifica. L'ingegnerizzazione della macchina è buona, con addirittura due coperchi di chiusura.
REVISIONE E MANUTENZIONE
Come prima cosa la macchina viene revisionata, pulendo tutti i cinematismi del cassetto e del movimento del laser con alcool isopropilico e poi ingrassati con grasso dedicato. Viene controllato lo stato di usura del laser, e fatte le tarature di focus e tracking. Infine vengono lubrificati, con olii dedicati, tutte le parti soggette a movimento. La cinghia di apertura del cassetto viene sostituita. Altro pezzo sostituito, SEMPRE sostiuito, in quanto molto critico , è il cavo flat 16 pin che porta il segnale dalla meccanica alla scheda digitale. Questo aumenta notevolmente l'affidabilità della macchina negli anni a venire.
Infine vengono sostituiti i sei condensatori elettrolitici principali, con componenti di alta qualità ( Panasonic in genere o Vishay).
MODIFICHE ALLO STADIO DI USCITA
La modifica senza ombra di dubbio più caratterizzante è quella dell'implementazione del nuovo stadio di uscita: esso è completamente passivo e realizzato con trasformatori Clinamen custom con nucleo in Mumetall schermati sempre in mumetal, con collegamento in step-down. Il TEAC VRDS-7 monta un DAC per ogni canale, ed essendo ogni DAC stereo ( SAA 7350) possiamo beneficiare di una tensione di pilotaggio piuttosto elevata perche ambo i canali andranno ad alimentare il nuovo trasformatore. Questo è un bene poichè il trasformatore è collegato in step down per mantenere bassa l'impedenza di uscita e quindi ci consente di avere un livello di uscita comunque sufficiente ( 550 mVolt rms). Certo il livello di uscita è poco più di 1/4 dei canonici 2 Volt rms, questa è l'unica critica oggettiva che può venire mossa a questa modifica. Ma se ci liberiamo dai preconcetti, e capendo che avere la manopola del pre ad ore 9 è in verità uno svantaggio e non una riserva di potenza come erroneamente si pensa, allora questo "svantaggio" si trasformerà in una opportunità.
Inoltre come molte soluzioni semplici , questa proposta effettua la conversione del segnale bilanciato in uscita del DAC in sbilanciato tramite i rami del primario del trasformatore, soluzione estremamente pura. Per finire il filtraggio delle spurie di alta frequenza in uscita del DAC viene fatto sfruttando i parametri parassiti del trasformatore, che ne limitano naturalmente la risposta in frequenza verso l'alto. Questo è quello che intendo con " progettare sfruttando le capacità intrinseche dei componenti, senza artifici esterni --> Via Naturale del Suono".
Dunque con lo stadio di uscita passivo a trasformatori vengono eliminati ben due stadi di amplificazione realizzati con circuiti operazionali in cascata, con benefici sonici incredibili. A seguire una immagine dei zoccoli montati al posto degli integrati dai quali viene prelevato il segnale differenziale che poi sarà reso asimmetrico nel trasformatore. Il trasformatore compie la trasformazione da segnale bilanciato, a sbilanciato RCA.
Il pannello posteriore del TEAC viene lavorato con macchina CNC per ospitare due nuove boccole RCA di qualità, una vaschetta IEC con portafusibile integrato per dare la possibilità di montare un cavo di alimentazione di qualità, un portafusibile per la scheda di clock, ed ovviamente una doppia foratura per i due modelli di trasformatori Clinamen disponibili, con nucleo in mumetall. Tutti i cablaggi nello stadio di uscita sono realizzati con cavo in rame argentato e isoalto in teflon ( il trasformatore esterno nella foto sottostante alimentava la vecchia generazione di reclock, nelle implementazioni successive è montato internamente poichè viene usata una scheda PSU dedicata TENTLABS a filtraggio induttivo. La scheda di reclocking TENTLABS e relativo PSU sono opzionali )

TRATTAMENTI CONTRO LE VIBRAZIONI
Un altra modifica fondamentale effettuata consiste nel trattamento delle vibrazioni meccaniche. Qui sono intervenuto in maniera molto significativa: ho smorzato i circuiti stampati , in particolare in corrispondenza dei DAC e dei grandi chip, con masselli di legno armonico di cocobolo,ed amaranto
Nella meccanica di lettura del VRDS 7 la traversa superiore alla stessa, purtoppo non è un elemento in pressofusione come negli elementi di punta, ma semplicemente una cover plastica . Penso che sia inutile ed anzi dannosa, poichè si trova in un punto davvero critico per le vibrazioni. Io la ho rimossa al fine di applicare delle mattonelle in cocobolo e/0 Macassar ebony direttamente sulla strutura metallica di supporto.
Anche i due motori , uno quello per la rotazione del disco, l'altro quello per l'avanzamento del laser, subiscono interventi di smorzamento con materiali adesivi ad alto smorzamento/dissipazione.
La cura al trattamento delle vibrazioni viene effettuato anche sui due coperchi , e nel telaio principale ( che viene completamente messo a nudo per l'applicazione dello smorzatore) come visibile nelle seguenti foto:
SCHERMATURE
All'interno del lettore ci sono due fasci di cavi che veicolano segnali, con una schermatura, abbastanza approssimativa, fatta con un foglio di alluminio . Nel TEAC VRDS-7 Clinamen tale schermatura viene sostituita con una calza in rame, che scherma i cavi per tutta la loro lunghezza e poi smorzati e tenuto fermo con nastro al teflon.
Nella sottostante immagine potete vedere le mattonelle in cocobolo sui chip, sulle traverse della meccanica, la scheda di reclock ( nella foto un vecchio clock montato sui primi modelli VRDS7 Clinamen) ed il cavo che collega la scheda digitale a quella analogica, con la nuova schermatura in rame e smorzamento in teflon.
Le macchine proposte negli anni sono stati forniti sia con trasformatori di uscita con avvolgimento in rame, e a chi ne fece richiesta, con sovraprezzo, con la versione con avvolgimenti in argento 99.99%. Sono stati resi disponibili anche due modelli di trasformatori di uscita, uno standard ed uno con nucleo molto maggiore. L'avvolgimento secondario in argento era disponibile solo sul trasformatore con nucleo maggiorato.
trasformatori di uscita Clinamen, modello nucleo grande in mumetall.

l'etichetta frontale Silver Coil identifica quelle macchine che sono state dotate di trasformatori di uscita con cavi in argento 99.99%
Piedini Clinamen disaccoppianti a molla
PREZZI ED ACCESSORI