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Lumina - I.M.A 300B WE

 



Disponibili una coppia


Nel Maggio 2026 gli amplificatori I.M.A. Lumina sono oggetto di importante retrofit: nuovo layout delle masse H.G.A., nuove valvole finali 300B Western Electric, migliorie meccaniche e di cablaggio, e piccole modifiche circuitali, portano il livello dei Lumina a un gradino ancora superiore. Realizzati in unica coppia, disponibili a magazzino, prezzo a richiesta. 





Generalità


Il progetto Lumina, portato a termine nel Settembre 2020, nasce come esercizio assoluto. È il punto in cui la ricerca Clinamen si è spinta oltre la logica di catalogo per misurarsi direttamente con il proprio stato dell’arte.

Realizzato nel 2020 come pezzo unico, integra soluzioni tecniche, costruttive ed energetiche portate al massimo livello raggiungibile al momento della sua creazione. E' un 300B senza compromessi, e vuole dare a questo triodo la vera fama di cui puo' essere capace.

 Lumina è, semplicemente, un amplificatore nato per esplorare il limite.





I Lumina sono dei finali integrati monofonici di impostazione I.M.A. ( integrated monoblock amplifier) , I.V.C. ( inductive volume control) , electrolytic less, zero feedback, realizzati intorno al triodo finale 300B. La circuitazione e i materiali realizzati rendono questa coppia di amplificatori  delle vere macchine da Musica, topologicamente  i Lumina sono tre stadi attivi, di cui il primo e il secondo ad accoppiamento diretto ( nessun condensatore e zero storage energetico) mentre il secondo, pilota la griglia della 300B tramite un trasformatore interstadio 1:1.

Circa i vantaggi derivanti dalla struttura I.M.A  e I.V.C. , vi rimando alla  pagina dedicata.

L'impegno profuso nella progettazione, prototipazione, ingegnerizzazione e realizzazione finale dei Lumina è stato molto elevato, ma i risultati sono stati in linea con le mie aspettative.  





La topologia circuitale


Il circuito è un tre stadi, dove le prestazioni elettriche sono raggiunte per valore individuale dei singoli stadi, con punti di lavoro lineari e nel range delle loro possibilita'. Tutto questo permette di operare in regime di totale  assenza di retroazione, ne locale ne globale, il chè consente di avere un suono libero che massimizza dinamica e capacità di coinvolgimento. 




Come dicevo, il primo stadio lavora in sinergia totale con il secondo: una 6N7 con sezioni parallelate per abbassare la sua impedenza interna, è accoppiata direttamente ( nessun condensatore, nessun trasformatore) alla valvola 12B4 che funge da driver per lo stadio finale. La 6N7 è alimentata con tensione stabilizzata fornita da due diodi a gas OD3 connessi in serie che stabilizzano la tensione a 300 volt. Ciò rende molto stabile l'accoppiamento diretto con lo stadio successivo, infatti la polarizzazione della 12B4 è interdipendente dalla tensione anodica della 6N7. 




Ogni valvola è messa nel circuito dove le sue caratteristiche elettriche vengono esaltate: cosi la 6N7 ci fornisce il guadagno di tensione, la 12B4  pilota energicamente la griglia dello stadio finale, che a differenza di quanto si pensa , non costituisce un carico facile. Proprio per questo motivo l'accoppiamento tra 12B4 e 300B è fatta tramite un trasformatore interstadio con rapporto 1:1 opportunamente dimensionato per la corrente di polarizzazione della 12B4 e  lo swing di tensione necessario a portare la griglia della 300B in leggera classe A2, nei picchi dinamici.

Di fatto i Lumina, proprio per la potenza e raffinatezza dello stadio driver, riescono a spingersi senza problemi anche in classe A2 ( la classe A2 a differenza della classe A1 è caratterizzata da una tensione di griglia che diviene positiva rispetto al catodo, di conseguenza la griglia del triodo finale inizia ad assorbire corrente). La classe A2 è un logico passaggio oltre la classe A1, infatti una volta che il segnale di pilotaggio raggiunge un valore di picco maggiore della tensione di polarizzazione catodica allora la griglia inizia ad assorbire corrente. Presupposto per riuscire ad andare , in regime dinamico, in A2 è avere uno stadio driver dalla bassa impedenza e con accoppiamento induttivo, come nel nostro caso.

La classe A2 va vista come una riserva di potenza, infatti i Lumina erogano 7 Watt in classe A1, e riescono a spingersi fino a 10 Watt RMS in A2, con distorsione sotto il 5%. Ovviamente il tasso di distorsione cresce in A2 , ma il clipping è molto morbido , quindi particolarmente poco fastidioso. Se i Lumina verrano interfacciati con diffusori da almeno 90-92 dB/W/m la potenza sarà sempre esuberante per un ascolto anche ad alta dinamica.




Lo stadio finale: dissipazione anodica e alimentazione di filamento


Nei Lumina la placca della 300B dissipa una potenza anodica un filo sotto i 25 watt ( 350 Volt di tensione anodica e 70 mA di corrente di polarizzaizone)  questo fa lavorare la 300B in regime di assoluta tranquillità termica, a garanzia di un suono libero e una durata del triodo praticamente eterna, specie se ci si riferisce alle WE montate nel 2026, che dichiarano 40 mila ore di funzionamento. Punti di lavoro piu' spinti sono stati evitati perche ritenuti non necessari. Poca potenza in piu' sarebbe stata pagata con un suono piu' "costretto e violento".

Il filamento della 300B è acceso in corrente continua, unico modo per ottenere un rumore residuo dall'amplificatore abbondamentene sotto il mVac. 

Vorrei spendere qualche parola sulla cura e impegno profusi in questo alimentatore. Quando  si sente parlare della 300B in termini non entusiasti, si deve sapere che essa è molto sensibile alla qualità dell'alimentatore di filamento, e farne uno buono significa impiegare molto spazio e risorse economiche. E' quello che ho fatto: ho usato diodi Schottky, e un raffinato filtraggio del residuo di alternata con induttore di filtro. Questo ultimo viene raramente usato in apprecchi commerciali, perchè è un componente che per fornire la corrente di 1,2 Ampere e una discreta induttanza, almeno 0,1 H incomincia ad essere grande quasi come un trasformatore di uscita.  Sul catodo della 300B è presente una resistenza Rsense di altissima qualita ( Duelund) che fornisce il riferimento di tensione per il monitoraggio della corrente di polarizzazione del triodo finale, visibile nello strumento frontale retroilluminato.

 


Il bias della 300B


Il bias dello stadio finale è ovviamente di tipo fisso, ed anche qui l'alimentatore è molto semplice ma raffinato: oltre al ponte di diodi realizzato con componenti ultrafast , troviamo un filtraggio di tipo induttivo ed infine una stabilizzazione con diodi a scarica di gas. Questa tensione stabilizzata viene fornita alla griglia della valvola finale tramite un trimmer multigiri che permette di tarare, in laboratorio,  la corrente di riposo. La stessa corrente di riposo dello stadio finale è monitorata dai uno strumento retroilluminato posti sul frontale. Essi non sono attraversati dalla corrente di segnale, ( se non in percentuale davvero trascurabile) infatti sono componenti ad alta resistenza interna interna, che lavorano in parallelo alla corrente catodica, prelevando il segnale da una opportuna resistenza I-sense posta nel circuito di catodo.


Nella zona della 300B sono posti, internamente al telaio e raggiungibili solo con puntali dedicati, due boccole da 2 mm per il monitoraggio preciso della corrente di riposo  della 300B. L'operazione va fatta solo da personale qualificato.



L'alimentatore anodico


Anche esso all'altezza del resto: la tensione alternata proveniente dal  trasformatore di alimentazione è raddrizzata da un doppio diodo a gas ionizzato, la CK1006. Essa è tanto bella tanto bisognosa di cure per la sua accensione: per questo, tramite due circuiti temporizzati, la corrente richiesta dal circuito viene richiesta alla valvola secondo due step temporali, al fine di portare la valvola in conduzione in maniera graduale e senza stress. Il filtraggio viene effettuato tramite un doppio circuito con celle di filtro induttive, ed ovviamente i condensatori impiegati non sono elettrolitici, bensi' in polipropilene in bagno di olio. Soluzione costosa ed ingombrante ma che assicura lunghissima vita utile all'apparecchio, costanza temporale di prestazione elettriche e musicali ( gli elettrolitici hanno un lento e continuo degrado nel tempo, e nell'arco di massimo 15 anni andrebbero  sostituiti) ma sopratutto una velocità di erogazione di corrente e neutralità timbrica senza pari. 



Dispostivi accessori


I Lumina hanno anche un dispositivo anti-bump alla accensione. Esso si rende necessario perchè i stabilizzatori a gas, quando "innescano" producono quel fastidioso impulso sui diffusori, certamente non dannoso, ma non piacevole da ascoltare. L'anti-bump è elegantissimo poichè non utilizza un  relè che interrompe la connessione verso i morsetti diffusori ( il cui vero difetto è che poi durante il funzionamento sarebbe sempre in serie al trasformatore di uscita) ma è posto in parallelo alla uscita, agendo , durante il transitorio di avviamento, "quasi cortocircuitando" l'uscita e riuscendo cosi' a ridurre il "bump" a livelli irrisori. 





Lay-out delle masse ( sistema proprietario HGA)


Nel Lumina il layout delle masse non viene trattato come un semplice dettaglio costruttivo, ma come parte integrante dell’architettura sonora dell’amplificatore.

Nella maggior parte delle elettroniche audio la massa viene concepita come un unico piano condiviso, sufficientemente grande e sufficientemente conduttivo da minimizzare il rumore misurabile. Nel Lumina invece le correnti dei vari stadi vengono separate, gerarchizzate e controllate affinché non si modulino reciprocamente. Ho denominato questo sistema  con l'acronimo H.G.A. (Hierarchical Ground Architeture).
Ogni sezione dell’amplificatore — piccolo segnale, driver, finale di potenza, alimentazioni, filamenti e circuiti di regolazione — possiede un proprio dominio di ritorno dedicato. Le correnti energetiche della 300B, i charging pulses dell’alimentazione anodica, i ritorni impulsivi del filamento DC e le sezioni a bassissimo livello non condividono percorsi comuni.





particolare del riferimento di massa HGA dello stadio di potenza



Questo approccio nasce da una constatazione semplice: un amplificatore può essere estremamente silenzioso dal punto di vista strumentale e al tempo stesso perdere profondità, focalizzazione e naturalezza a causa delle microinterazioni tra le correnti interne.


Nel Lumina il lavoro sulle masse non è finalizzato esclusivamente alla riduzione dell’hum residuo, ma soprattutto alla stabilità del riferimento elettrico di ciascuno stadio. Quando i ritorni di corrente smettono di interferire tra loro, il segnale non viene più continuamente “modulato” dall’attività energetica dell’amplificatore stesso.

Il risultato percepibile non è soltanto un basso rumore di fondo, ma una qualità del silenzio profondamente diversa: nero infrastrumentale, microdinamica più leggibile, decadimenti armonici più naturali, maggiore focalizzazione spaziale e una sensazione di immobilità dello sfondo che permette alla musica di emergere senza tensione elettronica.

La filosofia costruttiva del Lumina deriva da una progettazione per ecosistemi energetici separati, nella quale ogni corrente viene guidata lungo percorsi prevedibili e localizzati. Non si tratta di aumentare indiscriminatamente filtraggio o capacità complessiva, ma di impedire che stadi differenti condividano porzioni critiche del proprio riferimento elettrico.

In un amplificatore single ended di elevata sensibilità questo aspetto assume un’importanza fondamentale, poiché le correnti di potenza non vengono naturalmente cancellate come avviene nelle architetture push-pull. Per questo motivo il controllo della topologia delle masse nel Lumina raggiunge un livello raramente adottato nella produzione contemporanea, avvicinandosi più alla strumentazione di precisione che all’audio commerciale tradizionale.

Fisicamente il cablaggio è point to point con cavi in rame argentato ed isolato in teflon: anche dopo 50 anni il cavo manterrà perfettamente il suo isolamento. Le saldature sono realizzate con stagno Cardas all' argento in lega tri-eutettica. 




La spina dorsale: il telaio


Esso  è realizzato con della lamiera di alluminio da  4 mm tagliata laser, piegata e saldata, ed infine verniciata professionalmente al forno con vernice metallizzata, in un colore a me caro: il "grigio Venere".  Sul frontale sono ricavati per elettroerosione la scritta "Lumina" e il logo Clinamen: attraverso un materiale plastico opalino, dei led ad alta luminosità forniscono una suggestiva retroilluminazione al logo e al nome dell'apprecchio. Il fondo degli apparecchi reca due chiavi di violino, con la scritta Lumina, che oltre a essere fregio estetico, costituiscono una aereazione per il ricambio d'aria.  Infine vengono applicati dei financhetti in legno massello di zebrano laccati a specchio, che donano un notevole umanizzazione a queste macchine.  I piedini sono da me prodotti, in anticorodal anodizzato oro e si integrano al telaio, esaltandone la maestosità. Per finire , ogni singola vite impiegata nei Lumina è in acciaio AISI 304 ( inossidabile).




Ingressi e uscite e controllo di volume


Le connessioni esterne, RCA di ingresso, e binding post, sono realizzate con connettori SHARK di alta qualità. Le connessioni sono tutte sbilanciate. Non credo nelle connessioni bilanciate, nell'ambito hi-fi credo siano piu' marketing che esigenza tecnica. Gli ingressi RCA sono quattro, e il commutatore di ingressi, componente di altro pregio di fattura italiana ( G. Milani), è montato a ridosso dei morsetti per minimizzare il percorso del segnale ed è azionato da un asta di prolunga in ottone. Esso commuta anche il polo freddo degli RCA, per inseguire quella perfezione del layout  prima citata.

Il volume è, ovviamente, di tipo induttivo, un bellissimo componente avvolto realizzato su nucleo in paermalloy, con 16 prese , permette una fine regolazione della potenza erogata al diffusore, senza introdurre percorsi resistivi in serie al segnale, preservando dinamica e correttezza timbrica della sorgente audio.


A proposito delle valvole impiegate


Mi preme fare un osservazione sul fatto che utilizzo, in generale, e quindi anche nei Lumina, valvole abbastanza sconosciute al popolo audiofilo. Questo è un  indice del fatto che ricerco qualcosa di molto diverso dalle produzioni Hi END industriali. La valvola driver 12B4 è ad esempio una valvola ad alta tranconduttanza , che permette di pilotare la griglia della 300B con disinvoltura in virtu' della sua bassa impedenza. Le 12B4 sono solo ed esclusivamente NOS, ma anche per esse c'è una discreta scorta in magazzino. Se si vuole realizzare un apprecchio senza compromessi, il dispositivi attivi,  cuore del progetto, vanno scelti con la massima perizia. 

 


 


  




CARATTERISTICHE TECNICHE



  • Amplificatori integrati monofonici ( I.M.A.) con 300B Western Electric
  • Assenza di feedback totale e locale.
  • 3 stadi di segnale, senza alcun condensatore tra di essi.
  • Controllo volume induttivo con nucleo  80% Nichel, con 16 posizioni selezionabili da commutatore
  • Accoppiamento diretto tra stadio guadagno di tensione e stadio driver
  • Accoppiamento a trasformatore tra stadio driver e stadio finale
  • Bias fisso per il triodo finale 300B stabilizzato con tubo a scarica di gas
  • Raddrizzamento tensione anodica effettuato con doppio diodo a scarica di gas CK1006
  • Filtraggio tensione anodica con doppio stadio induttivo
  • Filamenti 300B alimentati in DC con filtraggio induttivo. 
  • Stadio di segnale con tensione stabilizzata con due glow tubes OD3 a scarica di gas, con sistema di accensione a “fiamma pilota”
  • Alimentazione Electrolytic less ( nessun elettrolitico sugli alimentatori anodici). Vengono usati polipropilene in bagno di olio
  • Layout delle masse proprietario H.G.A.
  • Valvole ( per un canale) : 1 x 6N7 ; 1 x 12B4A ; 1 x 300B Mesh EML ; 1 x CK1006 ; 2 x OD3 ; 1 x OB3
  • Potenza di uscita (RMS)  : 5 Watt in A1con THD=2,8% . 6,5 Watt con 10Vp di A2, con THD 3,1%
  • Sensibilità di ingresso per la potenza di 5 Watt : 300  mV
  • 4 ingressi RCA sbilanciati  (SHARK SCY 700) , commutatore professione italiano G.Milani 
  • una uscita per diffusori con Binding Post SHARK a 8 ohm
  • Accensioni automatizzate/ temporizzate con  relè Omron regolabile dall'esterno + una scheda interna a tempo fisso
  • Cablaggio totalmente in aria point to point, realizzato con cavo argentato isolato in teflon e stagno trieutettico Cardas al 4% Ag
  • Zoccoli valvole CMC in bachelite con reofori ricavati dal pieno.
  • Resistenze ad impasto di carbone Kiwame ( 2 e 5 watt) e Duelund da 10 watt
  • Strumento frontale retroilluminato ad alta impedenza  per il monitoraggio della corrente di riposo della 300B
  • Telaio in anticorodal da 4 mm di spessore, dimensioni 400 (L) x500 (D) mm
  • Verniciatura professionale colore "grigio Venere" metallizzato
  • Fondo telaio in lega di alluminio “Anticorodal” da 5 mm  con fregi riportanti il nome dell’apparecchio e delle chiavi di violino
  • Scritta “LUMINA” retroilluminata
  • Fiancatine in zebrano lucidate a specchio
  • Peso per ogni singolo canale : 25 Kg
  • Prezzo a richiesta



A seguire, è possibile scaricare la brochure dei Lumina:

 LUMINA brochure.pdf